Weekend a Russi (RA)

12.12.2013

Partenza: sabato 7 dicembre, ore 11 di mattina.

Destinazione: Russi, provincia di Ravenna.

Obiettivo: la cerimonia di premiazione della XIX edizione di Libri mai mai visti.

I viaggiatori: la mia dolce metà, Tania, i miei genitori ed io.

 

Per chi non conoscesse questa originale iniziativa culturale giunta alla sua diciannovesima edizione, può trovare maggiori informazioni a questo link: http://www.vaca.it/

 

Il tratto peculiare del concorso è che i libri (che possono essere realizzati con qualsiasi materiale e in qualsiasi forma) devono poter essere maneggiati. Non stanno sotto una teca di vetro, non c’è alcun custode pronto a bacchettarvi se osate allungare le mani; no, le opere sono disposte su dei tavoli, a disposizione della curiosità del visitatore e possono essere prese e rigirate a piacimento.

 

L’Italia, il nostro libro in concorso, ha ricevuto una menzione speciale.

L’Italia è un’opera collettiva. Le menti creative che stanno dietro alla concezione e alla realizzazione del lavoro – unico e mai visto, come recita il titolo del concorso – sono tre: Mary Ellen, Francesco e William, cioè io. Un’opera per così dire di famiglia, visto che Mary Ellen è mia madre e Francesco mio padre.

 

Mary Ellen si è sobbarcata l’impegno più gravoso: realizzare le oltre 20 stampe che compongono il libro. Alcuni esempi:

 

 

 

 

 

 

 

L’ultima pagina offre qualche delucidazione sulla tecnica e sull’impianto dell’opera:

 

Questo libro è stato realizzato e stampato a mano con tecnica mista multicolore su mylar, legno, linoleum e carborundum con punta secca e xilografia [1]. Il testo è costituito da una sequenza di tweets [2] (leggeri) che contrastano la drammaticità dei colori [3]. Stampato a Roma nell’anno 2013.

 

 

 

 

[1] Una tecnica unica, inventata dall’artista, per la quale Mary Ellen ha ricevuto moltissimi complimenti.

 

[2] L’idea dei cinguettii è di Francesco. Come impone Twitter, sono tutti rigorosamente di 140 caratteri o meno.

 

[3] Nelle intenzioni i tweet dovevano essere un alleggerimento. Ma visto che li ho scritti io, e che l’argomento era l’Italia, sono venuti belli pesanti. Considerata la disperata situazione nella quale versa l’Italia, chi ama il Bel Paese non può non essere critico.



Il viaggio scorre veloce. Ci fermiamo per una pausa panino/caffè poco dopo Perugia. Fa freddo e il paesaggio è oppresso da una foschia grigia, persistente.

Quando vado a pagare il mio caffè, la cassiera batte lo scontrino e annuncia: “Due euro!” Poi vede la mia espressione smarrita, della serie ma non è un po’ troppo?, e corregge il tiro: “Ha preso un caffè solo? Allora è un euro…” Questa piccola disavventura mi spinge a prendere una drastica risoluzione per il futuro: se mai il caffè arriverà a due euro, smetterò di prenderlo!

Ripartiamo. Siamo a Russi alle 15, un’oretta prima dell’inizio della cerimonia. Facciamo due passi in giro per la piazza principale, deserta; facciamo qualche foto ad un vecchio castello e ad un albero dai colori autunnali accesi. Per combattere il freddo, giustamente siamo a dicembre, entriamo in un bar.

“Te lo prendi un caffè?”, mi chiede mio padre.

“Non posso, ho dimenticato il libretto degli assegni a casa…”

 

Il Teatro Comunale è piccolo, accogliente e molto ben riscaldato: i miei piedi, infreddoliti, ringraziano. All’inizio siamo quattro gatti, poi la platea si riempie fino a scoppiare e la gente comincia ad occupare i palchi. Inizia la cerimonia. La prima cosa che sottolineano gli organizzatori è quanto sia stato difficile reperire i fondi. La situazione peggiora di anno in anno. Tocchiamo con mano gli effetti della crisi sulla cultura: è sempre più raro trovare chi sia disposto ad investire in attività culturali come Libri mai mai visti. Non stiamo parlando di cifre astronomiche; non ci sono celebrità dal cachet proibitivo o buffet presidenziali; eppure si fatica a mettere insieme la somma necessaria. Il catalogo, un libretto rilegato con una specie di garza, è la prova della scarsezza di fondi. Per il ventennale dell’anno prossimo si vorrebbe organizzare qualcosa di speciale, ma l’incognita dei finanziamenti grava minacciosa sul futuro del concorso.

Si passa alle premiazioni, partendo dalle segnalazioni. Quando ti fermi a riflettere sul titolo dell’iniziativa, Libri mai mai visti, probabilmente pensi a dei libri strani, bizzarri, ma quasi certamente non immagini libri a forma di uovo di dinosauro oppure a forma di gabbietta per canarini o a forma di carillon:

 

 

 

 

 

 

 

 

Il presentatore, un tizio buffissimo con la battuta sempre pronta, chiama sul palco gli artisti. Vengono da tutta Italia e anche da più lontano: dalla Spagna, dall’Iran, dalla California, dal Cile.

È il nostro turno. Il presentatore pronuncia il nome di mia madre e il mio. Ci alziamo e, dal centro della platea, pestando le borse e i piedi dei nostri vicini di poltrona che si scansano come possono per farci passare, raggiungiamo il palco. L’emozione è forte. Nonostante si tratti di un piccolo teatro, le luci della ribalta ci sembrano accecanti; nonostante la platea non sia quella della puntata finale di Sanremo, gli applausi ci paiono assordanti: l’emozione fa sembrare tutto più luminoso e fragoroso. Eccoci sul palco, io tutto a sinistra e mia madre vicino a me:

 

 

 

 

 

Il presentatore legge la motivazione della menzione speciale:

 

 

 

 

Io mi riconosco soprattutto nell’aggettivo “inquietante”.

Forse quando scrivo:

 

I politici italiani, tanti piccoli attori. Tra lazzi ed improvvisazioni, il Paese scivola sempre più nella melma. Ci guidano i Re del Fango. 140 [4]



[4] Il numero alla fine del testo indica il numero di battute del tweet.
 

Oppure:

 

Le bellezze di Roma soffocano per il cemento e l’inquinamento. Quello che non poterono i barbari, poterono gli amministratori incompetenti. 139

 

La donna oggetto. L’ideale sublime del maschio è una donna che si acquista e si cede, una donna-bambola senza pensieri e senza libertà. 135

 

Colui che ti giurò eterno amore ora pianta la lama del suo odio nel tuo cuore. L’unica tua colpa, donna senza difesa, è l’aver amato. 133

 

Più che i cinguettii di un passero, sembrano il gracchiare di un corvo. I temi affrontati da mia madre attraverso le stampe e da me attraverso i tweet spaziano dalla politica al femminicidio, dal malgoverno al razzismo. Il punto è guardare in faccia la realtà che viviamo, analizzare la nostra società, riconoscerne le imperfezioni e denunciarle.

Riceviamo il premio, una mezza dozzina di libri d’arte bellissimi, e torniamo al nostro posto con la testa leggera e l’emozione ancora forte nel cuore.

La sala dove le opere sono esposte è affollatissima:

 

 

 

 

I libri sono scrigni da aprire, pergamene da svolgere, carillon da suonare, rocchetti da srotolare, servizi da tavola, maglie con merletto… Se non ci credete, fate un salto a Russi, le opere resteranno in esposizione fino al 16 gennaio 2014!

La serata si conclude con una cena al ristorante dell’albergo a Ravenna. L’indomani, dopo una sostanziosa colazione, facciamo un giro per la città, il luogo dove sono nato e dove ho abitato per un anno. Vediamo piazza del Popolo col suo albero di Natale e il mercatino, visitiamo la tomba di Dante (mio padre, fiorentino DOC, discute – pacatamente, s’intende – con una signora di Ravenna a proposito di dove dovrebbero essere sepolte le spoglie del Divin Poeta) e rimontiamo in macchina, pronti a rientrare a Roma. 

Sono contento d'aver trascorso il weekend a Russi, certamente per il premio ricevuto, ma soprattutto per aver avuto la possibilità di ammirare questi piccoli capolavori che uniscono fantasia e artigianato, che provocano sorpresa e meraviglia, che fanno sorridere e pensare: i libri mai mai visti.

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